martedì 7 marzo 2017

Come evitare le crocchette industriali?


Un tempo compravamo le crocchette industriali, ma poi ho letto una statistica: i gatti domestici (tramite crocchette) mangiano più tonni degli squali. Un docile gattino che divora più mucche di un lupo e sbrana più tonni di un'orca? Che impressione!
Per non parlare dei coloranti, dei conservanti, degli aromi che rendono il gatto dipendente e incapace di mangiare altro, del lungo processo industriale, dei trasporti, ecc...Mi è sembrato un tantino esagerato e ho provato a cambiare. A dirla tutta, ho parlato con Bagheera, le ho chiesto se voleva diventare vegetariana come me, ma non è stata del parere!
Allora mi sono documentata: i felini a differenza dei canidi non sono onnivori, quindi hanno bisogno essenzialmente di carne o pesce, non c'è verso.  
Così abbiamo iniziato a dare alla gatta un po' di pesce e carne, avanzi dei nostri piatti. 

giovedì 5 gennaio 2017

Impatto zero-Vademecum per famiglie a rifiuti zero



Impatto Zero di Linda Maggiori
Impatto Zero, vuole essere un sassolino negli ingranaggi del sistema, un invito al cambiamento, un vademecum per famiglie che tendono ai rifiuti zero e che cercano di vivere senz'auto. Intreccia le nostre personali esperienze, (dal vivere senz'auto all'autoproduzione, dalla riduzione dei rifiuti al forno solare, dalla compostiera autocostruita in terrazzo al risparmio dell'acqua, dalle ricette alla descrizione dei sentieri montani raggiungibili coi mezzi pubblici), con le politiche e con i progetti per un futuro sostenibile, realizzati in Italia e nel mondo. Dal 12 gennaio nelle librerie, già acquistabile on line.

“La parte ricca del mondo è a un bivio. Deve decidere se continuare a saccheggiare il pianeta per i propri privilegi o imboccare la strada dell’equità e della sostenibilità. Questo libro indica come cominciare ad assumerci le nostre responsabilità a partire dalla quotidianità”.
Francesco Gesualdi

“Il libro, di agevole e piacevole lettura, intreccia le ricette per la famiglia alle esperienze collettive, dunque politiche (…) Linda e i suoi hanno fondato il gruppo «famiglie senz’auto» e quello «famiglie a rifiuti zero»: e il libro spiega come si riesce quasi ad azzerare perfino rifiuti riciclabili.”
Marinella Correggia 


“Se non vogliamo bruciare il futuro dei nostri bambini dobbiamo smettere di produrre rifiuti. Linda è stata preziosa con la sua esperienza per farci capire tutto questo. Il suo libro ci fa capire ancora di più di come sia giunto il momento di far pace con il nostro pianeta”.

Rossano Ercolini

giovedì 22 dicembre 2016

Spazzolini biodegradabili!

Gli spazzolini in plastica dura hanno un pesante impatto ambientale, perché la plastica deriva dal petrolio  e  nel giro di 3 mesi diventano pessimi rifiuti indifferenziati. Manico e setole non si riciclano. Una soluzione intermedia è cambiare la testina (cosa che facevamo finora) ma in genere:
-testine e spazzolini sono acquistati in imballi in plastica più grossi di loro.
-a lungo andare, rimane sempre un po' di sporco tra testina e manico
-la testina va comunque getttata nell'indifferenziata.
Come fare? Abbiamo deciso di provare spazzolini 100 % biodegradabili e compostabili, in bambù, anche se siamo perplessi sulla provenienza del bambù.


martedì 20 dicembre 2016

Buon Natale di sobrietà, pace e speranza!

A me piace il presepe, lo facciamo tutti gli anni con sempre gli stessi pupetti di quand'ero piccola e che a loro volta erano di mia mamma...guardandolo penso alla povertà, alla semplicità, alla sobrietà, all'armonia che trasmette. Tutto il contrario di quello che turbina nelle strade,  e nei centri commerciali, alla ricchezza allo spreco...Così ho scritto una riflessione sul consumismo natalizio...per augurare un Buon Natale di sobrietà, pace e speranza!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/18/a-natale-impera-lo-spreco-alla-faccia-del-bimbo-povero-tra-poveri/3268560/
Quando mi fermo a guardare il presepe, al di là di ogni significato religioso, vedo un bambino che nasce povero tra poveri, in pace con la natura.

domenica 4 dicembre 2016

Il balcone dell'indipendenza

Il nostro terrazzo d'estate è un forno, d'inverno è un frigo, e in ogni stagione ospita una compostiera autocostruita, oltre a qualche piantina germogliata da sola sui vasi...!!!vi sembra gigante? sono circa 3 metri quadrati!

Forno solare: Accendere un fornello a gas quando fuori il sole picchia, azionare la caldaia per scaldare l’acqua d’estate…sono gesti banali, ma nascondono un paradosso: si ignora l’energia rinnovabile, gratis ed ecologica del sole, e si usano le fonti fossili, inquinanti e non rinnovabili. Noi abbiamo un terrazzino esposto al sud e per tutta l’estate usiamo un forno solare, molto semplice, acquistato on line (ma si può anche autocostruire). Vi cuociamo patate, legumi, verdura, cereali, pizza, pasta, risparmiando il gas e con un sapore solare!  

Frigo in balcone:Che senso ha tenere il cibo in frigo (che consuma energia per raffreddarsi), dentro una casa che consuma energia per riscaldarsi? Quando è inverno, e le temperature sono sui 0-4 gradi, noi spegniamo il frigo (un'occasione per pulirlo) e mettiamo tutto nella dispensa in terrazza. Di cose surgelate non ne abbiamo...pasta, legumi, riso avanzato, un po' di latte, verdura e un formaggio. Il nostro frigo, in casa, pulito e asciutto, diventa una comoda dispensa per pentole!

Compostiera:Fare il compost domestico non è difficile, l'importante è non gettare nella compostiera carne, latticini, uova, (che vanno messi nei bidoni per l'organico comunali); nella compostiera domestica vanno solo scarti di frutta e verdura, alternati a foglie secche. Per autocostruirla: prendere un bidone con coperchio e sottovaso, circa 1 metro di altezza, forarlo sotto e ai lati. Rivestirlo internamente con una zanzariera. Sul fondo potrete mettere argilla espansa e una manciata di terra con lombrichi. Poi riempire a strati con scarti di frutta e verdura e foglie secche. Rimescolare di tanto in tanto e togliere il liquido dal sottovaso (è un fertilizzante ottimo). Per un buon compost ci vorranno da 3 a 6 mesi (d'inverno il compostaggio rallenta).
 

lunedì 17 ottobre 2016

Basta stoviglie usa e getta: in Francia una legge

Ecco il mio articolo sul Fatto Quotidiano, sulla recente legge francese, divieto di produzione e commercializzazione stoviglie di plastica usa e getta. http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/17/riciclo-basta-plastica-usa-e-getta/3103833/

 Non vorrei più vedere sagre paesane e feste scolastiche con montagne di plastica usa e getta. 
Non è un divertimento è un orribile messaggio dato ai nostri figli. 


Avrei una proposta…”. Una mano alzata e tanti occhi al cielo. Alle riunioni per l’organizzazione delle feste scolastiche ho spesso proposto di sostituire l’usa e getta in plastica con stoviglie lavabili o al limite biodegradabili. Finora con poco successo. “Impossibile, troppo scomodo, troppo costoso”, mi dicono.

domenica 24 luglio 2016

Vacanze ecologiche, senz'auto e a rifiuti zero, nelle Foreste Casentinesi

Vacanze senz'auto e a rifiuti zero è possibile?
Anche quest'anno siamo andati in vacanza senz'auto, continuando l'autoproduzione di pane e biscotti e cercando di acquistare meno cose imballate al supermercato. Anche perché il supermercato era in una città un po' lontana e noi senz'auto dovevamo risparmiare ogni viaggio 
Siamo andati in treno e bus, a Casala Camalda, nelle Foreste Casentinesi, sul sentiero CAI 68, tra Camaldoli e Moggiona.  Ci siamo portati pasta madre, kefir, legumi, lenticchia...pure i semi di lino per fare il gel! E non ci è servito un tir, la valigia era un po' pesante all'andata ma leggerissima al ritorno, inoltre la comodità e la soddisfazione di fare pane e biscotti in casa, non andare al supermercato, e non produrre montagne di rifiuti è impagabile!!! Poi è stato fantastico fare il pane con la farina integrale locale, macinata a pietra, e col miele di castagno locale, cotto nel forno a legna di chi ci ospitava!
La marmellata l'abbiamo fatta con prugnole selvatiche che cadevano in abbondanza dall'albero davanti casa...insomma, una vacanza immersa nella natura, nella bellezza imponente delle foreste, tra panorami maestosi, tra i faggi come colonne di fango, e gli abeti dritti come scale verso il cielo.
Dopo un lungo cammino, nella vetta del Monte Penna, i bimbi levigavano con cura i loro bastoni, e guardavano il volo dell'aquila reale sopra le loro teste...e l'immenso panorama delle Foreste, del Lago di Ridracoli ai loro piedi. T.Abbiamo percorso sentieri meravigliosi, dall'eremo di Camaldoli al passo Fangacci, al monte Penna e poi fino alla Riserva di Badia Prataglia e alla Buca delle fate...e molti altri. Poi il ritorno a Faenza, come l'andata, piedi+bus+treno...e ora siamo di nuovo qua, in pianura, e iinforchiamo le nostre amate bici. I bimbi si meravigliano: "Com'è facile pedalare in pianura, si vola!!!