giovedì 22 dicembre 2016

Spazzolini biodegradabili!

Gli spazzolini in plastica dura hanno un pesante impatto ambientale, perché la plastica deriva dal petrolio  e  nel giro di 3 mesi diventano pessimi rifiuti indifferenziati. Manico e setole non si riciclano. Una soluzione intermedia è cambiare la testina (cosa che facevamo finora) ma in genere:
-testine e spazzolini sono acquistati in imballi in plastica più grossi di loro.
-a lungo andare, rimane sempre un po' di sporco tra testina e manico
-la testina va comunque getttata nell'indifferenziata.
Come fare? Abbiamo deciso di provare spazzolini 100 % biodegradabili e compostabili, in bambù, anche se siamo perplessi sulla provenienza del bambù.


martedì 20 dicembre 2016

Buon Natale di sobrietà, pace e speranza!

A me piace il presepe, lo facciamo tutti gli anni con sempre gli stessi pupetti di quand'ero piccola e che a loro volta erano di mia mamma...guardandolo penso alla povertà, alla semplicità, alla sobrietà, all'armonia che trasmette. Tutto il contrario di quello che turbina nelle strade,  e nei centri commerciali, alla ricchezza allo spreco...Così ho scritto una riflessione sul consumismo natalizio...per augurare un Buon Natale di sobrietà, pace e speranza!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/18/a-natale-impera-lo-spreco-alla-faccia-del-bimbo-povero-tra-poveri/3268560/
Quando mi fermo a guardare il presepe, al di là di ogni significato religioso, vedo un bambino che nasce povero tra poveri, in pace con la natura.

domenica 4 dicembre 2016

Il balcone dell'indipendenza

Il nostro terrazzo d'estate è un forno, d'inverno è un frigo, e in ogni stagione ospita una compostiera autocostruita, oltre a qualche piantina germogliata da sola sui vasi...!!!vi sembra gigante? sono circa 3 metri quadrati!

Forno solare: Accendere un fornello a gas quando fuori il sole picchia, azionare la caldaia per scaldare l’acqua d’estate…sono gesti banali, ma nascondono un paradosso: si ignora l’energia rinnovabile, gratis ed ecologica del sole, e si usano le fonti fossili, inquinanti e non rinnovabili. Noi abbiamo un terrazzino esposto al sud e per tutta l’estate usiamo un forno solare, molto semplice, acquistato on line (ma si può anche autocostruire). Vi cuociamo patate, legumi, verdura, cereali, pizza, pasta, risparmiando il gas e con un sapore solare!  

Frigo in balcone:Che senso ha tenere il cibo in frigo (che consuma energia per raffreddarsi), dentro una casa che consuma energia per riscaldarsi? Quando è inverno, e le temperature sono sui 0-4 gradi, noi spegniamo il frigo (un'occasione per pulirlo) e mettiamo tutto nella dispensa in terrazza. Di cose surgelate non ne abbiamo...pasta, legumi, riso avanzato, un po' di latte, verdura e un formaggio. Il nostro frigo, in casa, pulito e asciutto, diventa una comoda dispensa per pentole!

Compostiera:Fare il compost domestico non è difficile, l'importante è non gettare nella compostiera carne, latticini, uova, (che vanno messi nei bidoni per l'organico comunali); nella compostiera domestica vanno solo scarti di frutta e verdura, alternati a foglie secche. Per autocostruirla: prendere un bidone con coperchio e sottovaso, circa 1 metro di altezza, forarlo sotto e ai lati. Rivestirlo internamente con una zanzariera. Sul fondo potrete mettere argilla espansa e una manciata di terra con lombrichi. Poi riempire a strati con scarti di frutta e verdura e foglie secche. Rimescolare di tanto in tanto e togliere il liquido dal sottovaso (è un fertilizzante ottimo). Per un buon compost ci vorranno da 3 a 6 mesi (d'inverno il compostaggio rallenta).
 

lunedì 17 ottobre 2016

Basta stoviglie usa e getta: in Francia una legge

Ecco il mio articolo sul Fatto Quotidiano, sulla recente legge francese, divieto di produzione e commercializzazione stoviglie di plastica usa e getta. http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/17/riciclo-basta-plastica-usa-e-getta/3103833/

 Non vorrei più vedere sagre paesane e feste scolastiche con montagne di plastica usa e getta. 
Non è un divertimento è un orribile messaggio dato ai nostri figli. 


Avrei una proposta…”. Una mano alzata e tanti occhi al cielo. Alle riunioni per l’organizzazione delle feste scolastiche ho spesso proposto di sostituire l’usa e getta in plastica con stoviglie lavabili o al limite biodegradabili. Finora con poco successo. “Impossibile, troppo scomodo, troppo costoso”, mi dicono.

domenica 24 luglio 2016

Vacanze ecologiche, senz'auto e a rifiuti zero, nelle Foreste Casentinesi

Vacanze senz'auto e a rifiuti zero è possibile?
Anche quest'anno siamo andati in vacanza senz'auto, continuando l'autoproduzione di pane e biscotti e cercando di acquistare meno cose imballate al supermercato. Anche perché il supermercato era in una città un po' lontana e noi senz'auto dovevamo risparmiare ogni viaggio 
Siamo andati in treno e bus, a Casala Camalda, nelle Foreste Casentinesi, sul sentiero CAI 68, tra Camaldoli e Moggiona.  Ci siamo portati pasta madre, kefir, legumi, lenticchia...pure i semi di lino per fare il gel! E non ci è servito un tir, la valigia era un po' pesante all'andata ma leggerissima al ritorno, inoltre la comodità e la soddisfazione di fare pane e biscotti in casa, non andare al supermercato, e non produrre montagne di rifiuti è impagabile!!! Poi è stato fantastico fare il pane con la farina integrale locale, macinata a pietra, e col miele di castagno locale, cotto nel forno a legna di chi ci ospitava!
La marmellata l'abbiamo fatta con prugnole selvatiche che cadevano in abbondanza dall'albero davanti casa...insomma, una vacanza immersa nella natura, nella bellezza imponente delle foreste, tra panorami maestosi, tra i faggi come colonne di fango, e gli abeti dritti come scale verso il cielo.
Dopo un lungo cammino, nella vetta del Monte Penna, i bimbi levigavano con cura i loro bastoni, e guardavano il volo dell'aquila reale sopra le loro teste...e l'immenso panorama delle Foreste, del Lago di Ridracoli ai loro piedi. T.Abbiamo percorso sentieri meravigliosi, dall'eremo di Camaldoli al passo Fangacci, al monte Penna e poi fino alla Riserva di Badia Prataglia e alla Buca delle fate...e molti altri. Poi il ritorno a Faenza, come l'andata, piedi+bus+treno...e ora siamo di nuovo qua, in pianura, e iinforchiamo le nostre amate bici. I bimbi si meravigliano: "Com'è facile pedalare in pianura, si vola!!!

lunedì 30 maggio 2016

ODG RIDUZIONE RIFIUTI: APPROVATO ALL'UNANIMITA'

Ecco l'odg approvato all'unanimità al consiglio comunale di Faenza del 30-05-2016, e qui il video del consiglio( odg 6, ore 2, minuti 22).
Ribadiamo che questo ODG è solo un punto di partenza e non di arrivo, ora ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo a lavorare! Attendiamo con impazienza la convocazione del Tavolo di lavoro e l'applicazione dei vari punti, come associazioni ci impegneremo perché niente di quel che è scritto resti lettera morta.


C O M U N E di F A E N Z A


PROGETTO PER FAVORIRE LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI, IL VUOTO A


 RENDERE E L'ECONOMIA CIRCOLARE NEL TERRITORIO COMUNALE
Il presente documento è stato redatto su iniziativa delle associazioni CIF Comitato contro gli Inceneritori Faenza; Comitato Acqua Bene Comune Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito pubblico: decido anch'io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza; Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo Acquisto Solidale di Faenza; Gruppo Allattando a Faenza; Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Sì rinnovabili No nucleare e viene sottoposto al Consiglio Comunale di Faenza su proposta della Conferenza dei Capigruppo e della Commissione III “Ambiente ed Assetto del Territorio”.
Considerato che
  • In base all’ultimo Report sulla gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna nel 2014 a Faenza sono stati prodotti in media 724 kg di rifiuti pro-capite all'anno, di cui 344 kg di rifiuti indifferenziati;
  • nella spesa quotidiana c’è uno spreco eccessivo di materiali da imballaggio, si calcola che ogni anno in Italia vengano prodotti circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi;
  • gli imballaggi nell'atto di produzione e smaltimento consumano grandi quantità di materie
  •  prime: ad esempio per produrre 1 kg di plastica ad esempio si consumano 4 litri di petrolio e 
  • 400 litri di acqua; per produrre 1 kg di carta vergine si consumano 3 kg di risorse vegetali, 9 kg di collanti e resine, 268 litri di acqua e energia equivalente a 0,7 litri di petrolio;
  • sulla base delle analisi merceologiche condotte dalla Regione Emilia-Romagna nel 2014 in
  •  media l’8% del rifiuto urbano indifferenziato è rappresentato da pannolini e altri ausili assorbenti usa e getta;
Tenuto conto che
  • nella Regione Emilia Romagna la plastica viene differenziata solo al 40% e nemmeno la metà (47%) di quella differenziata viene riciclata, quindi complessivamente solo il 19% della plastica buttata viene riciclata (dati Arpae, Atersir, Conai);
  • il restante 81% viene avviato a incenerimento o a smaltimento in discarica con notevoli ripercussioni ambientali e sulla qualità dell'aria che respiriamo;
  • lo stesso riciclo impegna risorse energetiche e non tutti i materiali possono riciclarsi infinite volte;
  • lo smaltimento dei rifiuti impegna ingenti risorse economiche che vengono sottratte a tutta la comunità.
Riconosciuto che
  • la prevenzione dei rifiuti, come bere acqua di rubinetto, portarsi il contenitore e la sporta da
  •  casa, comprare alla spina, usare pannolini lavabili, fare vuoto a rendere, sono semplici azioni virtuose che vanno sostenute, promosse e incentivate da ogni amministrazione. All'estero (Olanda, Germania...) si praticano già da decenni. Anche in Italia molti Comuni Virtuosi sostengono progetti di questo tipo, seguendo la strategia Rifiuti Zero;
  • la Legge Regionale 16/2015 impegna tutti i comuni a raggiungere almeno il 73% di RD nel 
  • 2020, e il 20-25% di riduzione a monte dei rifiuti urbani e una produzione pro-capite massima di 150 kg di rifiuti non inviati a riciclaggio;
  • la medesima Legge Regionale 16/2015 prevede un fondo di incentivazione alla trasformazione 
  • del servizio e alla riduzione dei rifiuti con una linea specifica di finanziamento ai progetti comunali di riduzione della produzione di rifiuti;
  • a Faenza, secondo il Piano d'ambito per la gestione dei rifiuti urbani, si è finalmente scelto di 
  • puntare sul porta a porta misto che, dopo la fase di avvio, troverà ulteriori miglioramenti a partire dalla tariffazione puntuale;
  • anche il collegato ambientale art.219 bis approvato in Parlamento nel dicembre 2015 e in 
  • attesa di decreto attuativo, prevede incentivi alla sperimentazione del vuoto a rendere con cauzione per birra e acqua minerale.
Visto che nel nostro territorio negli ultimi anni:
  • i gestori hanno chiuso tutti i distributori di latte crudo alla spina che erano presenti in città;
  • i piccoli produttori di miele, latte, conserve o succhi che facevano vuoto a rendere non 
  • praticano più questa azione e sono tornati all'usa e getta. I produttori lamentano che non c'è chiarezza sulle regole igienico sanitarie e sulle procedure Haccp da seguire. Il problema è anche economico: i piccoli produttori non possono permettersi grandi e costose autoclavi e non sanno se ci sono mezzi alternativi;
  • nei mercati del contadino e in alcuni negozi si continuano a distribuire shopper in plastica non trasparente in violazione della Legge 116/2014;
  • nonostante l'eccellente qualità dell'acqua faentina, in molte mense lavorative, aziendali e commerciali si utilizza acqua in bottigliette da 1/2 litro; in tutte le scuole faentine ci sono distributori di bottigliette di acqua e bibite zuccherate, totalmente in contrapposizione con l'educazione ambientale e alla salute che si vuole dare ai bambini e ai ragazzi;
  • la maggior parte dei bar e dei ristoranti non somministra acqua di rubinetto e utilizza bustine monodose di zucchero. L'Unione dei consumatori ha calcolato uno spreco annuale (in Italia) di 7000 tonnellate di zucchero buttato oltre alla carta;
  • la carta nella pubblica amministrazione e nelle scuole è il più delle volte vergine e non riciclata e non proveniente da foreste gestite in maniera responsabile.
Si chiede al Comune di Faenza di:
  • creare un tavolo di confronto permanente sui temi della gestione consapevole dei rifiuti che coinvolga l’Amministrazione comunale, le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, l’Ausl, le autorità competenti, i rappresentanti di mercati diretti, piccoli produttori e commercianti;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare tutti quei produttori e quelle attività che fanno vuoto a rendere con cauzione, che vendono prodotti sfusi, alla spina o senza imballaggi;
  • chiarire, con tutti gli stakeholder interessati, quali sono le procedure e le norme igienico sanitarie da seguire per fare il vuoto a rendere del vetro, per i vari alimenti (birra, latte, marmellata, miele...) e quali macchinari sono adatti a sterilizzare i vuoti. Il tutto calato nella realtà della piccola distribuzione locale, che non può permettersi grandi e costosi macchinari;
  • coinvolgere rappresentanti della GDO (grande distribuzione) per promuovere progetti di riduzione degli imballaggi, anche nei supermercati;
  • sensibilizzare con campagne informative i cittadini a portarsi le sporte da casa, anche quelle necessarie all'ortofrutta, evitando così lo spreco di nuovi shopper in nylon usa e getta. I mercati diretti e i supermercati potrebbero far pagare 0,20 cent gli shopper per l'ortofrutta, incentivando così i clienti a portarsi da casa tutte le sportine necessarie, secondo il progetto Porta la Sporta http://www.portalasporta.it;
  • sensibilizzare i cittadini a portarsi il contenitore (pulito e richiudibile) da casa, laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, in gastronomia, in pescheria, in gelateria, ecc;
  • controllare maggiormente i mercati diretti ortofrutticoli e i negozi affinché non vengano più distribuiti shopper in plastica non trasparente vietati dalla Legge 116/2014;
  • sensibilizzare i bar, gli alberghi, i Bed & breakfast e altri punti di consumo a sostituire le bustine  
  • monodose di zucchero, miele e marmellata, con dosatori. (Sono infatti vietate unicamente le zuccheriere apribili, mentre i dosatori si possono usare, come chiarito nella risoluzione del Ministero delle Attività Produttive n. 769422 del 28 maggio 2004);
  • promuovere, sostenere e, se possibile, incentivare le attività (bar, mense, ristoranti, ecc.) che utilizzano e propongono acqua dal rubinetto (o tramite impianti di microfiltraggio) ai propri clienti;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare le scuole che decidono di non rinnovare gli appalti per le macchinette distributrici di acqua e bibite in bottiglia, invitando tutti a bere acqua dal rubinetto e portarsi borracce da casa. Sostenere le scuole che vogliono dotarsi di erogatore e/o impianti di microfiltraggio di acqua potabile;
  • sensibilizzare i cittadini e i negozianti affinché sappiano che ci si può portare il contenitore da 
  • casa laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, gastronomia, pescheria, gelateria, ecc;
  • patrocinare l'iniziativa Disimballiamoci ideata dalle associazioni scriventi, divulgarla e promuoverla anche tramite le associazioni di categoria;
  • valutare lo stato degli acquisti diretti dell'Amministrazione Comunale, secondo la procedura GPP (Green Public Procurement), per migliorare il mix di prodotti riciclati e con minor impatto ambientale;
  • effettuare e pubblicizzare la raccolta differenziata in tutti i luoghi pubblici;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare gli organizzatori delle feste (sagre, feste scolastiche, ecc) affinché si dotino di bicchieri e stoviglie lavabili e riutilizzabili o, se questo non è possibile, biodegradabili, redigendo un apposito vademecum scaricabile dal sito del Comune;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare l'acquisto di pannolini lavabili, ad esempio con buoni sconto spendibili in tutti i negozi del territorio comunale che trattano tali merceologie; favorire l'uso dei pannolini lavabili anche nei nidi comunali coinvolgendo le mamme volontarie del Gaaf (Gruppo Allattando A Faenza) che gestiscono la “pannolinoteca” comunale;
  • sensibilizzare la cittadinanza nei confronti della produzione dei rifiuti dovuti agli assorbenti igienici; informare donne in età fertile delle alternative quali coppette mestruali e assorbenti igienici lavabili; promuovere il loro utilizzo;
  • prendere spunto dalle idee di realtà che da anni stanno già lavorando con ottimi risultati su questi temi anche confrontandosi direttamente con essi e coinvolgendoli in prima persona;
  • promuovere, tramite tutti i mezzi a disposizione dell’amministrazione, anche con la collaborazione di associazioni presenti sul territorio, una dettagliata formazione dei cittadini (anche nelle scuole) sensibilizzando ai benefici etici, culturali, ambientali e sanitari insiti nella riduzione dei rifiuti e della loro gestione quotidiana.
Il presente Ordine del Giorno impegna l'Amministrazione Comunale a predisporre progressivamente i necessari e opportuni atti deliberativi per il raggiungimento di questi obiettivi.

sabato 14 maggio 2016

L'insostenibile peso dei rifiuti.

12 maggio 2014: Hera rescinde il contratto con Aimeri e Orso Blu, per la loro manifesta incapacità di dare seguito agli accordi presi. Lieto fine? Non proprio, tutta questa storia lascia l'amaro in bocca. Dobbiamo riflettere. Cassonetti strabordanti, aziende in odor di mafia che sottraggono appalti alle cooperative del territorio, Hera che continua a spadroneggiare nonostante l'evidente conflitto di interessi, tasse sui rifiuti che non prendono in considerazione l'effettiva quantità di rifiuti buttati...
L'insostenibile ingiustizia di questo sistema è evidente. Hera deve andarsene lasciando il posto a un'azienda municipalizzata, come sta per avvenire a Forlì. Il contratto con Hera non va assolutamente rinnovato per 15 anni. Bisogna introdurre porta e porta integrale e la tariffa puntuale. Infine...dobbiamo ridurre i rifiuti.
Per assurdo, può essere stato educativo vedere i rifiuti accumularsi sotto casa. Ci hanno mostrato quanto effettivamente buttiamo, quanto è primitivo e insostenibile il nostro livello di consumismo, quanto sono incivili  i nostri stili di vita basati sull'usa e getta. I rifiuti non spariscono subito in discarica o inceneritore, stanno sotto la nostra bella casa, ci infastidiscono, puzzano. Ci obbligano a farci delle domande: perché ho comprato quell'imballaggio? c'era un'alternativa? potevo farne a meno? potevo riusarlo? Io manderei le scuole a visitare le discariche, ma non in modo idilliaco, farei capire, che grossi problemi ci sono dietro, farei capire ai ragazzi che i rifiuti non spariscono, che restano una nostra responsabilità dall'inizio alla fine. Da quando li compriamo a quando non si biodegradano, spesso tra centinaia di anni. Farei capire loro che il riciclo non è la panacea di tutti i mali, perché non tutto può essere riciclato e perché il riciclo implica comunque un consumo di energia, acqua e in parte nuova materia.

Nota finale...ci è arrivata la TARI:: la mia famiglia di 5 persone che vive in affitto un trilocale di 57 metri quadrati, deve pagare da gennaio 101 euro. Quota fissa, che dipende alla metratura del nostro appartamento. Ma con noi comune e Hera hanno speso ben poco: da gennaio abbiamo prodotto 200 gr di indifferenziata, 500 gr di plastica, 4 kg di vetro rotto, 3 kg di carta. A testa nemmeno 0,6 kg di indifferenziata l'anno. Con la tariffazione puntuale avremmo pagato per l'effettiva quantità di rifiuti buttata, così come si fa per l'acqua, la luce, il gas. 

venerdì 29 aprile 2016

Faenza emergenza rifiuti

Esco di casa e vedo cassonetti strabordanti, per fortuna io (da mesi) non ho niente da buttare. 
Ma vedo gente che si avvicina ai cassonetti con sacchi pieni, fa un giro attorno per cercare un angolo libero, e infine con un'alzata di spalle li abbandona dove capita. Vedo bottiglie sparse dal vento nell'erba, sacchetti di plastica che svolazzano qua e là.

lunedì 18 aprile 2016

Italia cinica o civica?


Ieri, alla conferenza sui Rifiuti Zero a Faenza, Rossano Ercolini, vincitore del Goldman Prize (Nobel ambiente), organizzata in occasione del compleanno delle Famiglie Rifiuti Zero, diceva: "In questo paese molto spesso vince il cinismo piuttosto che il civismo."
Si riferiva al fatto che spesso le scelte alternative, etiche, virtuose di tante famiglie, amministrazioni, negozi...non hanno il dovuto peso nei media. Vengono ignorate o peggio derise.  
Renzi è un cinico ma non è il solo. Ogni giorno sento attaccare e denigrare la speranza di un cambiamento, l'impegno per uno stile di vita alternativo. E così ecco il risultato del referendum sulle trivelle. La gente non è andata a votare, solo 32 % dei diritti voto, il quorum non è stato raggiunto e le trivelle continueranno a estratte petrolio e metano inquinando l'ambiente e producendo Co2. La gente preferisce crogiolarsi nel suo cinismo, tanto niente si può cambiare, tanto il mondo non si può salvare, tanto vale godersi la vita, coi Suv, la bottiglia di plastica, i pesticidi nell'orto, la TV sempre accesa, le merendine ai figlioli, le trivelle nel mare...e non pensare ad altro. "Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.” Albert Einstein
Ma noi continuiamo a testimoniare, impegnarci, lottare. 

sabato 19 marzo 2016

REFERENDUM TRIVELLE: un sì dovuto e un ripensamento ai nostri stili di vita


Al referendum del 17 aprile che chiede di abrogare l'articolo 6 della Legge di Stabilità che permette di estrarre petrolio fino all’esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia, è assolutamente necessario votare sì. Dobbiamo far sentire la nostra voce, nonostante gli inviti, più o meno subdoli all'astensione da parte del governo (suona strano e preoccupante, che unl capo del Governo inviti i cittadini a non praticare il loro diritto-dovere di voto!) E' anche vero che per essere credibili, per dare maggiore voce al nostro voto, dobbiamo accompagnarlo da scelte personali, di una certa coerenza. Andare a votare col Suv e poi bere da una bottiglia di plastica appena comprata, sarebbe come minimo ipocrita. Questo referendum porta con sé una questione di coscienza. Votar sì e poi continuare a consumare metano e petrolio secondo stili di vita consumisti, vuol dire che non vogliamo le trivelle nel nostro mare ma ne vogliamo eccome nel mare altrui. Nel Delta del Niger interi villaggi sono stati devastati dal'inquinamento dovuto alle fuoriuscite del petrolio, perdendo le loro tradizionali fonti di sostentamento.  Anche l'astensionismo è una scelta di comodo. Pensano: "Non mi esprimo su una cruciale scelta nazionale, così non devo mettere in discussione le mie scelte personali. Accetto lo status quo, dove ci sto comodo, anche se questo implica sofferenza e disastri per il resto del mondo..e nel futuro per i miei figli." Non è un gran modo per essere cittadini responsabili. Così nelle nostre vita continueremo a produrre tonnellate di rifiuti, ad usare plastica usa e getta,  a comprare cibo industriale, che viene da lontano, iperimballato, ad alzare i condizionatori d'estate e  riscaldare a palla le nostre belle case d'inverno, ad andare in auto, o aereo, dove ci porta il cuore (o il lavoro), a cambiare smartphone ogni anno, ad avere impronte ecologiche devastanti, a non chiederci mai se c'è un'alternativa, a pensarla, progettarla, provare a metterla in pratica.
 A queste cose bisogna pensare, non bisogna solo aspettare che tutto cali dall'alto, non bisogna aspettare, mano in mano (o peggio mani al volante) che lo Stato cambi politica energetica. Siamo noi, in prima persona a dover fare un passo. Occorre votare sì, e poi fare un piccolo passo, ogni giorno, per migliorare e ridurre il nostro stile di vita. Non vuol dire che o si fa tutto o non si fa niente. Ognuno sa in coscienza quali spazi ha di miglioramento. Ovviamente qualche piccolo/grande sacrificio tocca farlo. Io mi dico sempre, fino a 40-50 anni fa quasi nessuno aveva l'auto eppure la gente viveva lo stesso, sapeva ugualmente gioire (e forse di più). I partigiani hanno addirittura liberato l'Italia a piedi o in bicicletta.
Usare energie solare, provare forni solari, abbassare riscaldamenti d'inverno, fare a meno dei condizionatori d'estate, installare pannelli solari, fotovoltaici, o se non è possibile abbonarsi a gestori che danno energie al 100% rinnovabile (noi siamo collegati a Retenergie e stiamo pensando di mettere piccoli pannelli solari per l'acqua calda nel nostre terrazzino, anche se non è facile perché siamo in affitto). 
Dice Alex Zanotelli: "la ragione fondamentale per votare SI’ è ,che se vogliamo salvarci con il Pianeta, dobbiamo lasciare il petrolio ed il carbone là dove sono, cioè sottoterra! Il Referendum ci offre un’occasione d’oro per dire NO alla politica del governo Renzi di una eccesiva dipendenza dal petrolio e dal carbone per il nostro fabbisogno energetico. Gli scienziati ci dicono a chiare lettere, che se continuiamo su questa strada, rischiamo di avere a fine secolo dai tre ai cinque centigradi in più. Sarà una tragedia!"
Questo il mio appello: votiamo sì e proviamo, goccia dopo goccia a introdurre miglioramenti nei nostri stili di vita. Con radicalità o con moderazione, non importa, l'importante è iniziare, con onestà. 

lunedì 29 febbraio 2016

Sfuso: ecco i rimedi contro le aflatossine e le farfalline.

Sempre più casi di aflatossine nella pasta con grano importato: sono i lunghi tempo di stoccaggio, le lunghe distanza (vengono da Oltreoceano), le coltivazioni in temperature fredde e umide, solo alcuni fattori che predispongono all'aumento di aflatossine. La Coldiretti chiede più rigore nelle etichette, perché la gente possa sapere da dove viene il grano della pasta che compra. Secondo noi occorre anche privilegiare un modello di filiera corta, biologica, che riduce l'impatto sull'ambiente (con minori trasporti, minori imballi e nessun uso di pesticidi).  I nostri produttori locali di farina e cereali, riducono il rischio di aflatossine facendo rotazioni molto ampie.  Le derrate vengano da subito stoccate ben secche, già pulite da polveri e impurità. in un luogo freddo e asciutto in sacchi traspiranti con trappole x insetti e topi. I legumi dopo la pulitura vengono abbattuti termicamente per piu di 20 gg a meno 20 in modo da uccidere le larve del terribile tonchio, l'incubo degli stoccaggi, e anche questo aiuta da subito a iniziare l' anno di stoccaggio "puliti". Le  piccole produzioni hanno stoccaggi che  durano  solo pochi mesi. Il problema è maggiore nelle grandi derrate che spesso stanno stoccate davvero molto tempo.
Riassumendo: la prevenzione inizia in campo con pratiche agronomiche corrette, semenze non contaminate e varietà resistenti a determinate patologie e pratiche di pulitura e stoccaggio corrette, stoccaggio "breve".

In casa, sempre partendo da materiale incontaminato, il problema arriva con il caldo. Il  consiglio è di stoccare tutto in una stanza fresca, asciutta, ventilata, i cereali e legumi devono essere in sacchi puliti e ben traspiranti,oppure in barattoli di vetro chiusi. consiglio anche zanzariere alle finestre e trappole per le farfalline. Non dimentichiamoci che le farfalline possono contaminare anche pacchi di pasta o cereali imballati! Il problema non è solo dello sfuso. Nella mia esperienza personale, ho trovato più spesso farfalline quando avevo una miriade di pacchetti  che rimanevano semi aperti negli scaffali, mentre ora
tutto è ben chiuso in sacchi di carta o conservati in barattoli di vetro. 
D'estate, per chi ha la possibilità il consiglio è lo stoccaggio in frigo. 
Ma cosa fare quando si trovano  farfalline in un sacco di legumi, cereali o frutta secca?  Non buttate via tutto! Potete metterlo qualche settimana in freezer chiuso in un sacco di plastica per circa 2 settimane, Quando li tirate fuori, vedrete che i parassiti saranno morti, a quel punto setacciate bene e la merce dovrebbe essere pulita. Se avete legumi secchi del vostro orto o di un  contadino vi consiglio sempre di refrigerare prima di mettere in dispensa.

Rimedi naturali per tenere lontane le farfalline dalle dispense:
-foglie di alloro
-pezzi stoffa imbevuti di olio essenziale lavanda o olio e. di menta
-chiodi di garofano

sabato 13 febbraio 2016

Oro e impatto ambientale


San Valentino, l'oro e i diamanti trionfano nei regali tra fidanzati e sposi. Simbolo dell'amore eterno, in pochi sanno il loro immane impatto ambientale e sociale. Purtroppo  non se ne parla nemmeno ai corsi prematrimoniali religiosi o laici. Le fedi  d'oro pesano ognuna almeno 3,5 tonnellate sull'ambiente: l'oro è infatti uno dei "più sporchi" metalli al mondo, che richiedono grandi quantità di sostanze chimiche tossiche e generano tonnellate di rifiuti. Uno pensa: un anello di pochi grammi non può inquinare troppo, e invece anche per estrarre pochi grammi di oro occorre sconvolgere interi ecosistemi, estrarre tonnellate di roccia, scindere l'oro dalla roccia con mercurio.

martedì 9 febbraio 2016

Porta la sporta!

L'altro giorno ho fatto spesa al mercato delle verdure. Porgo sempre la mia sporta di cotone al contadino, ma vedo che tanti vanno senza sporta. I contadini ti danno shopper usa e getta, piccoli o grandi, senza nemmeno pensarci. Lo stesso avviene in tanti negozietti, pescivendoli, gastronomie...
Torno a casa e mi informo: in Italia dal 2011 e poi con sanzioni dal 2014 (legge 116, art 11)  non possono più essere ceduti o venduti shopper monouso in plastica. Sono permessi solo quelli leggeri e trasparenti oppure quelli biodegradabili. Al supermercato infatti questo non avviene più, mentre nei piccoli negozi o al mercato è prassi comune. Allora telefono ai vigili e segnalo la situazione.

martedì 2 febbraio 2016

Gel fai da te, ai semi di lino

Mio marito usa spesso il gel per capelli, e fino a ieri compravamo un gel ecologico in tubetti usa e getta.
Oggi, dopo vari tentativi, sono riuscita ad autoprodurre un ottimo gel per capelli alla menta! Effetto bagnato, tenuta ottima, rifiuti zero e costo quasi zero (occorre solo comprare semi di lino e olio essenziale...ma ne bastano poche gocce!)
Ho trovato questa  ricetta dal blog di Stefano Vignaroli : è un prodotto naturale, efficace, solubile in acqua, si sciacqua via facilmente. 

lunedì 25 gennaio 2016

San Francisco e le bottiglie di plastica

Mentre in Italia il governo Renzi decide di costruire 12 nuovi inceneritori, a San Francisco si vieta la vendita delle bottiglie di plastica, tout court, Già da anni sono vietati contenitori usa e getta in polistirolo, sporte di plastica,e si fa vuoto a rendere per tutto.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/24/san-francisco-divieto-alle-bottiglie-di-plastica-e-zero-waste-entro-il-2020/2401276/
 Perché la plastica si ricicla solo al 45%, il resto va in inceneritore, producendo fumi tossici, Ipa, diossine.
Oppure si disperde nell'ambiente. Il mare ne è pieno. 
Rinnovo l'appello agli uomini e donne di buona volontà: portiamoci sportine da casa, anche per l'ortofrutta, portiamoci contenitori da casa quando andiamo a comprare affettati, formaggi, gastronomia,gelato... prendiamo il latte alla spina, chiediamo ai nostri produttori di evitare imballaggi usa e getta di plastica, di fare vuoto a rendere, chiediamo che nelle scuole dei nostri figli,e negli uffici pubblici, non ci siano più distributori di bottigliette...ma erogatori di acqua pubblica.
Che almeno i cittadini siano sensibili a questo immane problema ambientale.

lunedì 18 gennaio 2016

ACQUA PUBBLICA NELLE SCUOLE!

http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2015/12/22/news/via-le-bottigliette-d-acqua-si-usa-solo-quella-di-rubinetto-1.12665132

 Dovremmo tutti copiare il liceo tecnologico Oskar von Miller di Merano, che ha  abbandonato l'uso dei distributori d'acqua in bottiglie di plastica per una soluzione più ecologica.
La giunta comunale di Merano a dicembre 2015 ha deciso di premiare la sperimentazione concedendo all'istituto scolastico superiore un contributo di mille euro. In cosa consiste l'iniziativa è presto detto. Anzichè utilizzare il distributore di bottigliette d'acqua naturale e frizzante, la scuola ha deciso di prendere, per ora a noleggio, un erogatore d'acqua potabile che viene rifornito tramite i rubinetti della scuola e che distribuisce acqua parzialmente refrigerata, filtrata e a richiesta leggermente frizzante a insegnanti, studenti e personale non docente dietro pagamento di un importo minimo coperto dalla scuola. Nel contempo è stato eliminato il distributore di bottigliette di plastica, che forniva anche bevande alternative in lattina. Se l'esperienza dovesse rivelarsi positiva la soluzione in futuro potrebbe essere adottata anche da altre scuole. L'iniziativa verrà prossimamente presentata al consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Merano.

domenica 3 gennaio 2016

Bar rifiuti zero (o quasi)!!!

Il Movimento di Difesa del cittadino ha stimato che ogni anno sono circa 7mila le tonnellate di zucchero che finiscono nella spazzatura,  per non parlare della carta delle bustine mondose. Ovviamente finiscono tutte nell'indifferenziata. Talvolta, inoltre le bustine sono in poliaccoppiato non riciclabile. Uno spreco alimentare  e di materia prima inaudito. 
Ma chi l'ha detto che è la legge a obbligare le bustine monodose? 
La legge vieta solo le zuccheriere con coperchio apribile, ma non vieta i dosatori.